COS’E' LO STILE COTTAGECORE?
COTTAGECORE – UN TREND, UN LIFESTYLE
Oggi voglio parlarvi di una tendenza molto precisa e che trovo particolarmente vicina a noi, soprattutto per quanto riguarda il lifestyle.
Penso si possa parlare di un vero e proprio movimento culturale perché ha una connotazione talmente ampia da raccogliere in sé non solo dei semplici canoni estetici ma anche una vera e propria filosofia di vita.
Mi riferisco al trend COTTAGECORE. Lo conoscete già? Se la vostra risposta è no ve lo racconto e se già lo conoscevate chissà che non troviate qualche curiosità in più!
Questa particolare tendenza nasce nel 2018 prevalentemente su Tumblr (una piattaforma di microblogging che dà molto risalto alle immagini, molto in voga soprattutto dieci anni fa e sulla quale, inizialmente, artisti, fotografi e illustratori caricavano i loro lavori facendosi così conoscere. Ai tempi si trattava più di una specie di portfolio digitale) e su Reddit (una community che consente agli utenti di condividere notizie, opinioni e contenuti in tempo reale. In Italia non ha mai preso molto piede).
È però nel 2020, complice il lockdown e il bisogno di evasione, che prende piede e sale alla ribalta: Tumblr riporta una crescita del 153% nell’utilizzo dell’hashtag “cottagecore” e su TikTok le visualizzazioni sono oltre 252 milioni.
Ma cosa si vede in questi video, in queste stories, in queste foto? Persone che cucinano, impastano, ricamano, si prendono cura del giardino, dell’orto o delle piante di casa, che cuciono i propri capi, che rammendano tovaglie… Vediamo panni stesi all’aria, teiere vintage, pittoresche stampe floreali, carta da parati, polli, scatti di case bucoliche, soprattutto quelle delle campagne inglesi.
Alcune immagini ispirazionali tratte da una pagina instagram interamente dedicata alla tendenza cottagecore.
Insomma, la tendenza nasce proprio dall’idealizzazione della vita rurale, dal desiderio di sfuggire alla città (ai suoi affitti altissimi e ai suoi monolocali che, durante il lockdown, si sono rivelati delle vere e proprie gabbie). L’obbligata reclusione ha spinto, soprattutto i ragazzi della generazione Z (indicativamente i nati tra il 1995 e il 2010), a rifugiarsi su TikTok, Tumblr e Instagram e ad immaginarsi in un mondo idilliaco fatto di campi di grano, animali, pane appena sfornato, eleganti case rustiche, boschi e laghetti, fiori e décor d’interni dal sapore nostalgico.
Si tratta di una celebrazione del ritorno ad una vita semplice, di ridare valore ad oggetti fino ad ora considerati “vecchi”, magari ereditati. Biancheria per la casa semplice e in tessuti naturali, come quella che usavano i nostri nonni, possibilmente ricamata. Ecco quindi il boom del vintage, degli acquisti ai mercatini dell’antiquariato o sulle app di compravendita dell’usato (le mie preferite Depop, Vinted e Vestiaire Collective sulle quali si trovano vere e proprie chicche a prezzi ottimi).
In una società come la nostra che corre a perdifiato e con la quale facciamo sempre più fatica a tenere il passo, si comincia a desiderare una vita più a misura d’uomo, in comunione con la natura, dei ritmi più lenti e sostenibili sotto ogni punto di vista: emotivo, psicologico, lavorativo, etico, ecologico… Si desiderano esperienze che abbiano un vero significato.
Il filo conduttore è proprio la natura dalla quale trae ispirazione, inevitabilmente, anche la moda: si cercano capi in tessuti naturali, bio, certificati, prodotti in maniera etica e responsabile, possibilmente senza l’utilizzo di sostanze chimiche inquinanti e, ancora meglio, prodotti sul territorio e da artigiani locali, dunque 100% Made in Italy, evitando così di favorire l’inquinamento dovuto alle spedizioni di grandi container che viaggiano via mare o aerea trasportando tonnellate di merce, perlopiù scadente o prodotta in maniera per niente sostenibile. Ritroviamo questa tendenza anche nei look, con stampe floreali, capi morbidi e svolazzanti, pizzo sangallo, colletti, cestini di vimini, cappelloni di paglia e calzature comode, in rafia o sughero…
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Ecco per quale motivo l’abito del 2020 è stato proprio lo “Strawberry Dress” di Lirika Matoshi (che di sostenibile tuttavia non ha proprio nulla essendo completamente in tulle di poliestere), che è diventato virale e che è stato indossato anche da Harry Styles: ora lo trovate veramente su qualsiasi piattaforma per lo shopping, anche su Wish (lo dico per completezza di informazioni). Lo Strawberry Dress rilegge l’essenza del cottagecore dandogli un’accezione più modaiola ed “instagrammabile”.
E non è un caso che uno dei giochi più venduti per la Nintendo Switch (che è a sua volta tra le console più vendute al mondo) sia proprio “Animal Crossing New Horizons” (si trova al secondo posto della classifica ma solo perché al primo posto c’è “Mario Kart 8 Deluxe” che è uscito tre anni prima e che verrà quasi sicuramente scalzato). Di cosa si tratta? Di un videogioco che è un simulatore di vita all’interno del quale il giocatore assume il ruolo di un personaggio personalizzabile che si trasferisce su di un’isola deserta dopo aver comprato un “pacchetto vacanze”. Lo scopo del gioco è quello di far sviluppare l’isola, invitare a viverci nuovi abitanti (che sono animali antropomorfi), costruire adorabili casette, raccogliere frutta, pescare, ampliare il museo dell’isola con fossili e creature viventi (pesci, farfalle, ecc.), arredare la propria casa… Nessuno vi mette fretta, tutti sono felici e rilassati. E si tratta di un gioco amato soprattutto nella fascia d’età tra i venti e i trent’anni ma ci sono persone anche molto più grandi che ci giocano (personalmente ci gioco spesso e volentieri fin dalla sua uscita e sono pure iscritta a due gruppi facebook a tema).
Notate un nesso con l’argomento che stiamo trattando? Vi sembra una “bambinata”? Vi dico solo che Isabel Marant ha creato una capsule collection, in esclusiva per Net à Porter, che si poteva acquistare non solo sul famoso sito di e-commerce ma i cui outfit si possono indossare anche nel videogioco e si possono vedere esposti su un’isola visitabile creata appositamente.
Inoltre, sempre su Animal Crossing, è stata realizzata una sfilata con capi ispirati a Prada, Chanel, Loewe, Craig Green, Bottega Veneta e altri brand. La sfilata non è stata organizzata dal primo che passa ma da Marc Goehring, fashion director del magazine 032c e Kara Chung, fotografa e artista visiva che ha praticamente fondato la sua carriera sul videogame di Nintendo e che cura il profilo Instagram @animalcrossingfashionarchive. Dulcis in fundo la musica è stata curata da Yoon: dj, stylist, co-fondatrice del brand Ambush e jewelry designer per Dior Homme.
Se il termine cottagecore è stato creato solo nel 2018, l’aspirazione alla vita pastorale ed immersa nella natura è invece un tema piuttosto vecchiotto: la stessa Maria Antonietta fece costruire la “modesta” dépendance di Hameau de la Reine all’interno del parco della Reggia di Versailles, proprio per il suo desiderio di allontanarsi dai vincoli di corte e abbracciare quella vita campestre di cui aveva letto nei libri di Rousseau.
Se anche voi vi sentite un po’ Maria Antonietta ecco una piccola selezione di capi della nuova collezione PRIMAVERA ESTATE 2021 che trovo particolarmente bucolici e che indosserei volentieri durante un “déjeuner sur l'herbe”. Freschi, in tessuti naturali e che non vi stancheranno mai mai mai! Per completare i look penso a sandali in rafia o a delle semplicissime Birkenstock (le Big Buckle sono tra le mie preferite), cappelli in paglia, borse a secchiello di paglia, foulard impalpabili in seta o mussola, colletti in pizzo sangallo…




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La tendenza cottagecore mi fa venire in mente anche le bellissime illustrazioni di Beatrix Potter: illustratrice, scrittrice e naturalista inglese, conosciuta soprattutto per i suoi libri per bambini.
Da piccolina mi piacevano da impazzire:
Penso anche a molti film di Hayao Miyazaki (fondatore del celeberrimo Studio Ghibli) in cui i paesaggi sono spesso bucolici, verdissimi, ricchi di vita, di animali antropomorfi, i personaggi non sono solo magici ma ce ne sono moltissimi che lavorano in piccole e stupende botteghe artigiane, in adorabili borghi e paesini di campagna, a stretto contatto con la natura. Il tema dell’ambientalismo, la fragilità del pianeta Terra, l’animismo e la vita in comunione con la natura sono infatti molto presenti nei suoi film. Mi vengono in mente “Il mio vicino Totoro”, “Kiki consegne a domicilio”, “Il castello errante di Howl” e “Princess Mononoke”.
“Il mio vicino Totoro” (1988)
Se l’articolo vi è piaciuto vi invito anche a dare un’occhiata alla nostra pagina Pinterest dove abbiamo creato una cartella con tantissime immagini cottagecore inspired da cui prendere spunto anche per i vostri look!
UN PO’ DI LINK INTERESSANTI:
https://www.vogue.it/bellezza/article/animal-crossing-new-horizons-accoglie-la-bellezza-inclusiva
https://www.harpersbazaar.com/it/moda/storie/a32666740/sfilata-animal-crossing/
Un tour su un’isola di Animal Crossing ispirata allo stile cottagecore:
https://www.youtube.com/watch?v=zo_ygSbEbhg
Robert Downey Jr e Jeremy Strong sono stati a Solomeo, in Umbria, da Brunello Cucinelli:
https://www.instagram.com/p/CP3Ev8dpcj3/?utm_source=ig_web_copy_link
Un video di Taylor Swift decisamente a tema:
https://www.youtube.com/watch?v=K-a8s8OLBSE
ci sono intere playlist cottagecore inspired su Spotify!
https://www.thefashionrequest.com/spotify-cottagecore-inspired-playlist/
Borse bellissime e Made in Italy:
Birkenstock Big Buckle:
Volete fare una spesa sana, di stagione e a km0?
https://alvearechedicesi.it/it
Volete passare un fine settimana immersi nella natura? In Val Cavallina, dove si trova anche il nostro negozio “La Stazione by Sophie Stique” (a Trescore Balneario), potete rilassarvi nel verde e al fresco sui colli di San Fermo, fare bellissime escursioni, passeggiare lungo le sponde del lago di Endine, visitare la “Riserva Naturale Valle del Freddo” (a Solto Collina), a Trescore potete prenotare la visita, tramite Pro Loco, alla meravigliosa cappella Suardi, interamente affrescata da Lorenzo Lotto, o visitare l’Oasi del WWF della Valpredina.
http://www.prolocotrescore.it/?page_id=250